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IT ARC-RM FMC-S1-B1-F2-D017 · Unità documentaria · 21 gennaio 1990
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo del giornalista Orazio La Rocca pubblicato in data 21 gennaio 1990 su «La Repubblica». Riporta il contenuto dell’articolo pubblicato su «Roma Sette» («Avvenire»).

Trascrizione completa:

“Invito” del Vicariato al Comune: “Non affittate locali”
“Una sede ai gay? Giammai!”

PER colpa del movimento gay romano, tra la nuova amministrazione capitolina e il Vicariato si è già ai ferri corti. In una nota pubblicata su Roma Sette, l’inserto domenicale della diocesi romana del quotidiano cattolico Avvenire, i nuovi amministratori sono stati invitati a non concedere ai gay romani alcuni locali dove dovrebbe nascere un centro di «cultura omosessuale», finanziato anche dal Comune. La nota, intitolata Né ghetti, né privilegi è firmata da Piergiorgio Liverani, presidente dell’Azione cattolica romana, è un aperto ammonimento lanciato al Campidoglio, invitato a «non seguire» analoghi esempi già realizzati a Bologna e a Venezia.

Dopo durissime critiche fatte ai due centri sociali realizzati dagli amministratori bolognesi e veneziani, la nota ricorda che a Roma «qualche analogo tentativo era stato fatto negli anni scorsi per alcuni locali al Testaccio, fortunatamente non accolti dall’Amministrazione comunale». «Con tutta la comprensione e il rispetto a cui, come persone, anche gli omosessuali hanno diritto – precisa il presidente dell’Azione cattolica romana, Liverani, nel suo intervento – e al di là delle pur necessarie e opportune valutazioni morali circa il comportamento omosessuale, non si comprende il motivo per cui una particolare tendenza debba costituire delle persone in categorie e attribuire loro, diritti particolari a spese della comunità». Viviamo in una società ed in una città sufficientemente libere, commenta Roma Sette, «se dunque qualcuno vuole un particolare luogo di incontro, se lo trovi e se lo paghi, come fanno tutti gli altri cittadini». «I gay – precisa ulteriormente la nota del giornale diocesano – dicono di essere in trecentomila, gran parte di essi appartiene sicuramente a ceti senza problemi economici: che difficoltà possono avere ad autofinanziarsi?».

La realtà, ragiona la nota, è che i gay mirano ad avere «un riconoscimento pubblico delle loro, come dire?, qualità pubbliche e della loro categoria come tale». Ma questo, secondo il giornale diocesano, equivarrebbe ad una ghettizzazione: «E non pare – conclude Liverani – che la condizione gay meriti il ghetto, né tanto meno il privilegio».

(orazio la rocca)

LA REPUBBLICA, 21 Gennaio 1990 (Domenica) – Cronaca di Roma, pag. I

IT ARC-RM FMC-S1-B1-F2-D019 · Unità documentaria · 2 febbraio 1990
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo del giornalista Emanuele Turchese pubblicato in data 2 febbraio 1990 su “Prospettiva socialista”. L’articolo critica le posizioni di “Avvenire” e mostra il suo sostegno alla richiesta di Massimo Consoli di una sede per la comunità gay Romana.

Articolo del 25 gennaio 1990
IT ARC-RM FMC-S1-B1-F4-D007 · Unità documentaria · 1990 gennaio 25
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo del 25 gennaio 1990 pubblicato sul “Corriere della Sera” e denominato “un coloratissimo corteo di protesta"

IT ARC-RM FMC-S1-B1-F4-D005 · Unità documentaria · 1990 febbraio 15
Parte di Fondo Massimo Consoli

Articolo del 15 febbraio 1990 pubblicato su “La Repubblica” e denominato “Ghetti e privilegi dei gay”: contiene le opinioni di Massimo Consoli in qualità di direttore di Rome Gay News, Alessandro Clericuzio Presidente Arcigay Roma e di Sandro Masini circa la necessità di una sede per la comunità gay di Roma;

IT ARC-RM FMC-S1-B8-F1 · Unità archivistica · 1960 - 1979
Parte di Fondo Massimo Consoli

Gennaio 1960 – Dicembre 1979. Il fascicolo contiene articoli di giornali sui temi LGBT raccolti da Massimo Consoli risalenti agli anni Sessanta e Settanta. Il fascicolo appare di particolare importanza in quanto si pone in un periodo storico in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità ancora non aveva dichiarato la depatologizzazione dell’omosessualità, cosi che la stampa riportava spesso teorie legate a “cause” dell’omosessualità non in linea con la definizione dell’OMS come “variante naturale del comportamento umano” che sarebbe poi arrivata nel 1990.